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Di fatto, la traduzione automatica, uno dei pochi effetti positivi della Guerra Fredda, non è dissociabile dall'evoluzione storica dell'informatica. Da oltre 40 anni si predice uno sviluppo imminente nel settore della traduzione automatica, ma i progressi tecnologici sono stati modesti: la traduzione automatica pura non esiste ancora.
E gli utenti lo sanno bene: chiunque abbia utilizzato il sistema Systran (il più vecchio, sviluppato dall'esercito statunitense per il russo e oggi presente nel traduttore automatico di AltaVista) si è reso conto che si tratta più di uno strumento di filtro che di un traduttore.
Ma che cosa ne è della traduzione automatica? Molti esperti del settore sostengono che l'obiettivo iniziale fosse troppo ambizioso: negli anni '60 del secolo scorso si ipotizzavano macchine in grado di produrre dei testi tradotti in modo perfetto. Visti gli scarsi risultati, tuttavia, nel 1966 la National Science Foundation degli Stati Uniti concluse che era impossibile ottenere una traduzione automatica affidabile, determinando così l'arresto della ricerca in questo settore per molti anni.
Oggi, pochi ricercatori e imprese offrono prodotti capaci di soddisfare le esigenze di consumatori, aziende e istituzioni, e in ogni caso la traduzione automatica riguarda soprattutto quei testi tecnici e scientifici caratterizzati da poche ambiguità. Decine di prodotti per la traduzione assistita mediante elaboratore (CAT) o di traduzione automatica (TA), magari a buon mercato, alimentano la confusione nel grande pubblico.
Per quanto concerne la TA, si possono identificare quattro «filosofie», che corrispondono ai quattro approcci relativi. Innanzitutto, troviamo gli strumenti offerti sul web, che danno un'idea superficiale di una pagina, per esempio in cinese: certo sono utili, ma raramente affidabili. In secondo luogo, si identificano quei prodotti adattati a un tipo di traduzione specifico, che di norma si limita a testi e frasi semplici. Il terzo approccio considera il problema alla rovescia, semplificando la lingua per rendere i testi più intelligibili da parte del computer. Infine, la quarta tendenza prevede semplicemente di rinunciare alla traduzione automatica a favore di strumenti informatici d'aiuto ai traduttori.
Le tendenze attuali nella ricerca sulla traduzione automatica indicano che i sistemi di seconda generazione, concepiti fin dal 1957, non si evolvono più. Peraltro, non sono neppure da attendere sviluppi spettacolari, poiché la traduzione automatica oggi deve fronteggiare problemi che hanno ben poco a che vedere con la linguistica.
All'inizio degli anni '90 del secolo scorso, l'agenzia DARPA del governo americano, una delle culle di Internet, ha sovvenzionato un programma di ricerca in traduzione automatica che opponeva due tecniche: traduzione statistica e traduzione basata sulle conoscenze.
La prima tecnica, in cui calcoli di probabilità sull'impiego di parole e frasi sostituiscono le regole grammaticali, dà risultati stupefacenti. Ma resta limitata, poiché i sistemi informatici fanno astrazione del significato delle parole.
D'altra parte, la traduzione automatica basata sulle conoscenze è poco utile, poiché è impossibile formalizzare tutte le conoscenze necessarie alla traduzione, tutta la cultura di un traduttore, ciò che ha appreso dalla sua nascita. L'intelligenza artificiale non è di alcun aiuto, perché nessun sistema ha la comprensione globale del mondo. E si ritorna al problema di sempre...
Insomma, all'inizio del XXI secolo e in ciò che si chiama l'economia della conoscenza, un elaboratore non può tradurre con esattezza un testo anche semplice come «The glass fell on the floor. It broke.»: infatti, il pronome neutro it identifica il bicchiere (non il vetro!) o il pavimento? L'elaboratore non riesce a dedurre che si tratta del bicchiere, perché non dispone dei riferimenti culturali di un essere umano.
Il futuro della traduzione automatica prevede la semplificazione dei testi da tradurre e lo sviluppo della cosiddetta «memoria di traduzione» (memorizzazione delle frasi ripetitive): in questo senso, Internet si rivela un'opportunità da non perdere.
Secondo le previsioni, il futuro è rappresentato da Internet e da reti intranet, con server multilingua di traduzione in linea che integreranno molte tecniche, attingendo da enormi risorse linguistiche, permettendo di lavorare in squadra e riducendo il margine d'errore nelle traduzioni.
Le aziende che operano nel campo della lingua hanno ancora molto da fare. Prepararsi al nuovo modo di lavoro nella traduzione, oggi, non è più una scelta, ma una necessità.